Peter Thiel

Peter Thiel arriva a Roma a parlare di Anticristo (o forse piuttosto a chiudere contratti tra Palantir e il Governo italiano?).
Gli incontri si tengono a porte chiuse, su invito, senza registrazioni e senza appunti. Quello che dice è già noto, e quello che fa lo è fin troppo. Vale la pena metterlo in fila però, perché il turbine di citazioni filosofiche, riferimenti biblici e analisi geopolitiche in cui Thiel avvolge ogni sua apparizione pubblica ha una funzione precisa: disorientare.
E funziona: gran parte di chi scrive su di lui finisce per seguirlo nei suoi labirinti, uscendone con pezzi dottissimi che spiegano tutto tranne l’essenziale.

Togliere il fumo è semplice: basta mettere a confronto le parole con i fatti.

CHI È – COSA DICECOSA FACOSA VUOLE

Perché è importante saperne di più. Thiel non è un eccentrico miliardario con idee stravaganti: è l’uomo che ha costruito l’infrastruttura tecnologica con cui si fa la guerra, si sorvegliano le popolazioni e si deportano i migranti, e che nel frattempo finanzia i governi che la usano.

 

Peter Thiel - Libri e discorsi

Chi è

Peter Thiel, tedesco naturalizzato americano (con cittadinanza neozelandese di scorta), co-fondatore di PayPal e Palantir, primo investitore esterno di Facebook, principale finanziatore della destra radicale americana e figura centrale dell’amministrazione Trump.
Immigrato, gay e cristiano eterodosso: finanzia movimenti omofobici, sistemi di deportazione di massa di migranti e programmi di riproduzione selettiva delle élite. La ‘menzogna nobile‘, applicata prima di tutto a se stesso.

 

Cosa dice

  • Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili.” (Cato Institute, 2009)
  • Le élite devono usare un doppio linguaggio e nascondere le proprie intenzioni alle masse: dissimulazione e inganno sono, per i saggi, una forma di giustizia. È il principio della noble lie di Leo Strauss, il filosofo conservatore che giustificò il governo per inganni (Jacobin)
  • In situazioni di crisi, il sovrano è chi decide sullo stato di eccezione, sospendendo le regole ordinarie in nome dell’emergenza. È il nucleo del pensiero di Carl Schmitt, il giurista tedesco che teorizzò questo principio sotto il nazismo e che Thiel richiama esplicitamente in The Straussian Moment. (Salmagundi Magazine / Daktilo1984)
  • La competizione è per i perdenti. L’obiettivo è il monopolio: chi controlla un mercato senza rivali non deve rispondere a nessuno. (Zero to One, 2014)
  • Il progresso tecnologico si è arenato dagli anni ’70: l’Occidente è in stagnazione e le istituzioni democratiche, troppo lente e troppo molli, non possono rilanciarlo. (Zero to One – analisi)
  • L’Armageddon: il collasso della civiltà per guerra o tecnologia fuori controllo. Chi cerca di evitare la prima finisce per costruire l’anticristo.
  • L’Anticristo sono per Thiel i governi eletti, la governance internazionale, la regolamentazione tecnologica, l’ambientalismo: forze che fingono di portare pace mentre impongono controllo totale (Euronews), un governo mondiale unico che promette sicurezza in cambio della libertà totale (che in realtà sarebbe invece proprio ciò che Thiel sta costruendo)
  • Chi ha il potere deve pianificare il proprio futuro al di là degli stati nazionali, destinati a collassare. (The Sovereign Individual, citato in NZ Herald)
  • Alla domanda del New York Times se vorrebbe vedere l’umanità sopravvivere: “Non lo so. Sì… forse.” (The Nerd Reich)

 

 Il disegno di Thiel appare chiaro, basta mettere insieme i punti: le élite sono i sovrani assoluti, che creano paura e caos per poter dichiarare lo stato d’emergenza, così da sospendere le regole, il bilanciamento di poteri e la concorrenza. Nemico è chi cerca di arginarli: gli stati nazionali, la democrazia, l’ambientalismo, il multilateralismo, che Thiel chiama, non a caso, Anticristo.

La tecnologia è l’arma di questa élite: concentrata in poche mani, opaca nei suoi meccanismi, più veloce di qualsiasi sistema di controllo democratico, produce un vantaggio di potere che nessuna legge riesce ad aggiornare in tempo. Thiel lo sa bene e lo ha scritto: il monopolio tecnologico non deve rispondere a nessuno.

 

PALANTIR Maven Smart System

PALANTIR - Maven Smart System


Cosa fa

Il suo Palantir ha costruito una famiglia di sistemi che si applicano in contesti diversi: guerra, sorveglianza civile, controllo delle migrazioni. L’architettura è sempre la stessa: integrazione massiva di dati eterogenei, classificazione algoritmica di individui, automazione o accelerazione estrema delle decisioni operative. Il risultato concreto:

  • Guerra (Maven Smart System): tre click dal rilevamento all’ingaggio. La “catena di abbattimento” identifica i bersagli, li abbina alle unità militari appropriate e suggerisce la modalità di attacco più efficace. Il processo che richiedeva migliaia di analisti, giorni di verifica, stime indipendenti sui danni collaterali e revisioni legali ora funziona in secondi.
    A Minab un missile colpisce una scuola femminile (160 morti) per un errore in un database vecchio di dieci anni che nessun passaggio della catena accelerata ha trovato; a Gaza 37.000 palestinesi classificati come militanti da un algoritmo con margine d’errore del 10%, fino a 100 bersagli al giorno contro i 50 annui del processo manuale. (The Register / Ahmed Eldin)
  • Sorveglianza civile di massa: Palantir gestisce i sistemi di intelligence di CIA, FBI e polizie di decine di paesi, integrando dati fiscali, tabulati, targhe, social media, movimenti bancari di popolazioni intere, non di singoli sospettati. Il modello è invertito rispetto alla tradizione giuridica occidentale: prima si raccolgono i dati su tutti, poi l’algoritmo decide chi è degno di attenzione.  (Wikipedia – Project Maven)
  • ImmigrationOS e ICE: sistema per identificare, localizzare e rimuovere migranti in tempo quasi reale, incrociando passaporti, IRS, lettori di targhe. Tra i deportati: studenti universitari senza precedenti penali, persone con documenti in regola, persone incarcerate e deportate per errore (American Immigration Council / NYU Stern)
  • Medio Oriente allargato: blocchi navali, infrastrutture energetiche colpite, mercati petroliferi destabilizzati, inflazione, equilibri regionali che saltano in tempi che nessun modello di targeting aveva previsto.

La decisione presa in secondi sulla base di una presunta superiorità tecnica si scontra poi con reazioni, catene di odio e vendetta che si estendono per decenni, poteri regionali che ricalibrano le proprie alleanze. La conseguenza è produrre caos perché l’attrito che un click sembra eliminare non scompare: si accumula nel tempo, e nessun sistema lo calcola nel proprio modello. Chi controlla questi strumenti non ha bisogno di sospendere le leggi per violarle: le rende irrilevanti sul piano operativo prima che qualsiasi organo di controllo intervenga. È lo stato di eccezione schmittiano nella sua forma più radicale.

Peter Thiel New Zeland

Cosa vuole

Mentre costruisce i sistemi che destabilizzano il mondo, Thiel costruisce parallelamente la propria uscita di sicurezza. Pianifica l’apocalisse per sopravviverle ma solo insieme a pochi altri selezionati.

  • Piano B geografico: Thiel ha ottenuto la cittadinanza neozelandese aggirando i normali requisiti di residenza; acquistato 193 ettari a Wanaka con progetto di bunker-residenza per 24 persone e rifugio privato. Nell’ambiente, ha spiegato il suo vecchio socio Reid Hoffman, comprare casa in Nuova Zelanda è diventato un codice tra le élite (Bloomberg / Yahoo Finance), il domicilio d’elezione dei nuovi sovrani individuali che controllano risorse immense, ridisegnano i governi secondo le proprie esigenze e abbandonano il resto al proprio destino (“The Sovereign Individual”).
  • Piano B genetico: Thiel investe in tecnologie di selezione embrionale che permettono di sequenziare il 99% del genoma di un embrione e scegliere i “migliori”. Il pronatalism di Thiel non riguarda tutti: ma è riproduzione selettiva delle élite (eugenetica). Il modello si diffonde: Musk chiama la sua prole “legione” contro il declino demografico; Durov ha donato sperma per 15 anni producendo oltre 100 figli in 12 paesi; il miliardario cinese Xu Bo ha oltre 100 figli nati da madri surrogate americane che non ha mai incontrato, e punta a “50 figli maschi di alta qualità” per ereditare il suo impero. Il family office di Thiel ha finanziato una catena di cliniche di fecondazione in vitro nel Sud-est asiatico e a Los Angeles (Outside the Beltway). Il corpo delle donne, in questo modello, è un’infrastruttura. (Fortune / TechPolicy Press)
  • Piano B politico e di rete: ha costruito la carriera di JD Vance (oggi vicepresidente USA), finanziato Trump nel 2016, formato attraverso le sue fellowship oltre 260 giovani imprenditori. Intorno a questa rete gravitano Musk, Zuckerberg, Altman, ciascuno con il proprio bunker, la propria piattaforma informativa, la propria quota di potere statale delegato o conquistato. (Ecstatic Integration / Today.it)

L’élite non si limita a mentire al popolo: si riproduce, si autoseleziona biologicamente e culturalmente, si attrezza per un mondo in cui il popolo non conterà più nulla né come elettorato né come forza lavoro.

Al Jazeera - EPSTEIN

L’ELITE DI PETER THIEL

Questa rete ha radici profonde. Gli Epstein files mostrano come 40 milioni di dollari del trafficante sono finiti nel fondo Valar Ventures di Thiel, e una relazione lunga anni e reciprocamente vantaggiosa (proseguita ben oltre la condanna di Epstein per prostituzione minorile nel 2008). In uno degli scambi documentati, i due discussero a lungo del ruolo dell’inganno nell’evoluzione: come i predatori imitano l’aspetto di qualcos’altro per ottenere vantaggi nella sopravvivenza (Mercury News). Ma ancora più forte è la comunità di intenti tra Epstein e Thiel (The Nation):

la stessa visione del mondo post-democratica, la stessa certezza che le masse non sono in grado di capire né di decidere, la stessa costruzione di reti di potere al riparo da qualsiasi controllo pubblico.

Il progetto di Thiel non è filosofico. È un progetto di potere che usa la filosofia come copertura:
Girard per spiegare la violenza, Strauss per giustificare la menzogna, Schmitt per legittimare l’eccezione, un cristianesimo malamente miscelato per dare alla cosa un’aria di destino. Il fine è eliminare ogni freno, ogni contrappeso, ogni ostacolo.

E la tecnologia non è l’orizzonte di salvezza che predica: è lo strumento con cui quel potere si prende e si tiene. Il resto è la menzogna nobile, esattamente come aveva scritto.

Quello che Thiel costruisce non ha bisogno di essere creduto per funzionare. Ha bisogno solo che nessuno lo fermi in tempo. Le conferenze sull’Anticristo, le citazioni di Girard e Schmitt, il linguaggio escatologico servono a questo: abbassare le resistenze, occupare lo spazio delle domande serie con risposte false, guadagnare il tempo necessario. La tecnologia fa il resto.

Il mondo è sull’orlo, le istituzioni ordinarie non bastano, serve un sovrano eccezionale.

Amen.

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