Uno degli effetti più inattesi del lavorare con le AI generative nell’educazione e nell’arte – in particolare nella creazione musicale – è stata una rinnovata consapevolezza del livello piuttosto basso di molte canzoni cosiddette d’autore.
Penso a Sanremo: brani che sembrano accettabili solo perché vengono riproposti ovunque fino a diventare familiari. E così, appena emerge un verso meno scontato, ci affrettiamo a celebrarlo come un colpo di genio.
Abbiamo sperimentato Suno AI per alcuni progetti e percorsi formativi, senza alcuna pretesa artistica, ma con l’obiettivo di mostrare a molti giovani, giornalisti e rifugiati le potenzialità creative dell’intelligenza artificiale. Bastano pochi minuti per giocare con parole, generi musicali ed effetti… e i risultati possono essere sorprendenti.
in una di queste formazioni, è emerso il timore che strumenti così potenti possano rendere tutto troppo facile, facendo disimparare il valore della creatività e della tecnica, soprattutto ai più giovani. Ma a noi sembra piuttosto il contrario: proprio perché l’AI permette di ottenere rapidamente risultati più che dignitoso, stimola a voler fare di più, a spingersi oltre, a sperimentare, a provare, provare, esercitarti, incuriosirti, osare, stupirti, divertirti, cercare…
Cosa c’è di meglio in una formazione, in un percorso educativo di crescita?
SanremoAI farebbe davvero sentire la mancanza di quello attuale?
Che ne pensate?
– di Paola Furlan
Codice Asilo, brano creato sul tema “rifugiati, migrazioni e diritti” nell’ambito delle formazioni Comunicare da Protagonisti, Corso di comunicazione dedicato a rifugiati, rifugiate e apolidi, organizzato da UNHCR e Il futuro della comunicazione: linguaggi e media delle nuove generazioni, Corso di aggiornamento per giornalisti organizzato dal CIES ONLUS e dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
Le immagini sono di Matemù; testo, musica e video realizzati da Paola Furlan col contributo di Claude AI, Chat Gpt, Suno AI).
